RIUNIFICAZIONE NAZIONALE E SOCIALISMO IN  IRLANDA: DA  JAMES CONNOLLY AL SINN FEIN

irlanda1916

RIUNIFICAZIONE NAZIONALE E SOCIALISMO IN IRLANDA: DA  JAMES CONNOLLY AL SINN FEIN

di Marco Quagliaroli

James Connolly nacque a Edimburgo il 5 giugno 1868 da immigrati irlandesi. Cominciò a lavorare a 11 anni e a 14 si arruolò nell’esercito britannico di stanza a Dublino. Qui maturò un viscerale disprezzo verso gli occupanti britannici oppressori della sua patria, tanto che disertò per non andare a combatter in India contro un altro popolo oppresso dalla perfida Albione.

Nel 1892 si iscrisse alla Federazione Socialista Scozzese, di cui divenne segretario nel 1895. L’anno successivo fondò il Partito Socialista Repubblicano d’Irlanda. Fu anche molto attivo come sindacalista nell’Unione Generale dei Lavoratori dei Trasporti e nel 1913 creò l’Esercito dei Cittadini Irlandesi, un gruppo armato di 250 membri con il compito di difendere gli operai dalla repressione poliziesca durante gli scioperi  e che coniugava la questione dell’indipendenza nazionale dell’”isola di smeraldo” con il socialismo.

Nel 1916 il Partito Socialista Repubblicano, l’Esercito dei Cittadini, i Volontari Irlandesi e la Fratellanza Repubblicana (queste due ultime organizzazioni si battevano solo per l’indipendenza nazionale ma respingevano il socialismo) diedero vita all’insurrezione di Pasqua e Connolly ne assunse il comando militare.

Dopo una settimana di resistenza il movimento patriottico fu represso nel sangue dalle truppe britanniche e Connolly fu fucilato a Dublino nel 1916.

Egli fu, al tempo stesso, un grande rivoluzionario marxista e un martire dell’indipendenza nazionale irlandese.

Nel 1914 Connolly si era schierato sulle posizioni di Lenin e Luxemburg contro la guerra imperialista europea , per lo sciopero generale e l’insurrezione proletaria, secondo le formulazione deliberate alla conferenza di Kienthal.

L’eredità di  Connolly fu raccolta da un nuovo partito patriottico e socialista, il Sinn Fein (“noi stessi da soli” in gaelico) e dal suo braccio armato, l’IRA, Esercito Repubblicano Irlandese a cui si unì anche il sindacato dei trasportatori fondato precedentemente da Connolly.

Nell’aprile 1918 decine di migliaia di militanti iniziarono uno sciopero generale armato a carattere insurrezionale e proclamarono la nascita del Soviet di Limerick. La cittadina fu in gran parte occupata dai rivoluzionari “sovietici”. L’esercito britannico circondò le aree della città presidiate dagli insorti con la speranza che il Soviet sarebbe imploso per mancanza di cibo e materie prime. In realtà il Soviet si mostrò meglio organizzato del previsto poiché fu in grado di gestire l’approvvigionamento alimentare (liste pubbliche dei prezzi al dettaglio e tessere annonarie). Il denaro scomparve ma il Soviet coniò una moneta propria. Si cominciava a parlare di autogestione socialista dell’economia.

A Pasqua il Soviet organizzò una marcia per commemorare Connolly e i caduti di due anni prima e si verificò una vera e propria battaglia che durò l’intera  giornata. A questo punto il Sinn Fein si dichiarò contrario ad una rivoluzione socialista. Gli operai rivoluzionari erano rimasti soli. In nessuna città irlandese si era verificato un movimento analogo e il governo coloniale di Londra non era stato rovesciato. Anche i Volontari e la Fratellanza si schierarono con la posizione rinunciataria del SF. L’elemento piccolo e medio borghese aveva tradito e dopo due settimane il movimento si esaurì.

Agli operai di Limerick vennero assicurate la totale immunità giudiziaria e la libertà. Una conclusione che evoca la fine dell’occupazione della FIAT nel settembre 1920.

Finiva così la rivoluzione socialista irlandese in appoggio alla Russia bolscevica, come si era verificato in Ungheria, Finlandia, Austria e Germania (il glorioso movimento spartachista).

Tuttavia la partita non era chiusa. L’azione politica del SF (che assorbì il PSR fondato da Connolly) e il suo braccio armato, l’IRA, diedero vita alla guerra di liberazione nazionale che portò l’isola di smeraldo a conquistare lo status di stato libero associato al Regno Unito nel 1922 e alla definitiva indipendenza nelle sei contee nella parte nord del paese (note come Ulster) rimasero però in possesso del governo colonialista di Londra. Ciò significò l’inizio dell’eroica lotta dell’IRA per la riunificazione della patria. Questione ancor oggi irrisolta a causa dei vari governi succedutisi a Dublino che hanno vilmente rinunciato  a perseguire la riunificazione del paese tradendo le speranze del  proletariato cattolico delle  sei contee che si è sempre riconosciuto nella causa repubblicana e indipendentista contro il criminale unionismo della borghesia protestante filo britannica.

La lunga lotta armata dell’IRA ha reso celebri figure come Bernadette Devlin, Gerry Adams (leader storico delSF) e Bobby Sands, morto in carcere con altri patrioti, a causa di uno sciopero della fame condotto a oltranza.

E’ di fondamentale importanza ricordare l’utilizzo della tortura nelle carceri dell’Ulster da parte della polizia britannica e i crimini degli squadroni della morte protestanti contro la popolazione civile cattolica durante tutto il periodo della lotta armata dell’IRA.

La situazione attuale. Mentre la Gran Bretagna è uscita dalla UE, l’Irlanda e le sei contee hanno si sono schierate in senso europeista e ciò ha riportato alla ribalta la questione della riunificazione. In base agli accordi di Stratmont del 1998 un referendum  su tale questione può essere indetto solo da un primo ministro britannico che lo ritenga conveniente ma  è chiaro che la riunificazione consentirebbe agli irlandesi dell’Ulster di rimanere nella UE. Secondo un sondaggio il 65% degli irlandesi in caso di svolgimento di tale consultazione referendaria voterebbe per la riunificazione nazionale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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